lunedì 17 luglio 2017

Una fabbrica senza corpo.

Sono tanti i luoghi attraversati e scrutati con curiosa attenzione in questi ultimi anni, ma quello verso cui avverto più di frequente il richiamo è un budello di terra e progressive rovine schiacciato dalla linea ferroviaria da un lato e dalla Statale Adriatica dall'altro, quasi al confine con la foce del fiume Esino. Tanta pregiata carpenteria in legno ha ceduto all'incuria ed all'usura del tempo, trasformandosi in spontanea legnaia per i senzatetto che ancora trovano rifugio in qualche antro non ancora crollato del corpo di fabbrica.




































giovedì 25 maggio 2017

Non tutti i luoghi sono uguali.

Quelli del cuore li sceglie l'anima. Ecco perchè la mia indole randagia - non pretendo sia sofisticata e nobile flânerie - m'induce un sussulto struggente di nostalgia quando mi capita di sfogliare queste immagini, frutto di recenti esplorazioni e memoria di necessarie solitudini.